Diceva Aristotele: “Quanto dunque alla verità, chi è nel giusto mezzo è veritiero e quindi la medietà può dirsi veracità; l’esagerazione, che avviene per eccesso, si può dire millanteria, e chi ne fa uso, millantatore, la finzione che tende a diminuire invece ironia, e chi ne fa uso, ironico” (Etica Nicomachea, II, 7, 1108a 20).
Oggi, come allora, il termine millantatore indica chi esagera, inventa o attribuisce a sé qualità, conoscenze o successi che in realtà non possiede. Può trattarsi di piccoli episodi quotidiani – chi gonfia un racconto per sembrare più interessante – fino a forme più gravi, in cui la persona costruisce un’identità parallela basata sulla menzogna.

Ma cosa si nasconde dietro questo comportamento?
Perché si millanta
Il millantare nasce spesso da una fragilità di fondo. La persona sente di non valere abbastanza e cerca nell’approvazione degli altri una conferma esterna. In altri casi, può essere espressione di narcisismo patologico, dove l’immagine di sé deve apparire sempre grandiosa e superiore.
Millantare diventa allora un modo per difendersi dalla paura di sentirsi inferiori, insignificanti o rifiutati. Non si tratta solo di vanità, ma di un bisogno di protezione emotiva mascherato da arroganza.

Le forme di millanteria
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Sociale: raccontare conoscenze importanti o contatti prestigiosi inesistenti.
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Professionale: esagerare titoli di studio o esperienze lavorative per ottenere vantaggi.
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Relazionale: fingere sentimenti o esperienze personali per sembrare più attraenti.
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Patologica: arrivare a costruire vere e proprie “vite parallele”, in cui bugia e realtà si confondono.
Effetti nelle relazioni
Il millantatore inizialmente può apparire brillante e affascinante, ma col tempo le incongruenze emergono.
Questo genera sfiducia, rabbia e distanza da parte degli altri. La relazione con un millantatore è spesso faticosa: si vive tra illusioni e delusioni, in un’altalena emotiva che mina la fiducia.
Il punto di vista psicologico
Dal punto di vista clinico, la millanteria può essere legata a:
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Bassa autostima e bisogno di conferme.
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Tratti narcisistici o borderline, dove l’identità è fragile e instabile.
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Meccanismi difensivi che proteggono dall’angoscia di non valere.
Il millantatore non sempre è consapevole: spesso crede alle proprie versioni, entrando in un circolo che rafforza la distanza dalla realtà.
Come affrontare la millanteria

Per chi vive accanto a un millantatore è importante imparare a riconoscere i segnali e stabilire confini chiari. Non sempre si tratta di malafede: a volte dietro la bugia c’è un disagio psicologico che merita comprensione.
Per chi invece si riconosce in questo comportamento, il percorso psicoterapeutico diventa uno strumento fondamentale. Attraverso la terapia è possibile lavorare sull’autostima, sulla consapevolezza di sé e sulla capacità di costruire relazioni autentiche, senza il bisogno costante di impressionare.
Dott.ssa Francesca Milizia
Psicologa – Psicoterapeuta
Sessuologa – Terapeuta EMDR
Riceve a Roma, Palestrina e Valmontone
📞 346.70.75.806
🌐 www.francescamilizia.it


