Lady Oscar, conosciuto in Giappone come Versailles no Bara, è un anime e manga che, sin dalla sua uscita negli anni ’70, ha affascinato generazioni di spettatori. Al di là della cornice storica ambientata nella Francia prerivoluzionaria, alla corte di Maria Antonietta, la serie racconta una storia di identità, conflitto interiore e sfida alle convenzioni, temi che la rendono particolarmente rilevante anche nel dibattito contemporaneo sull’identità di genere.
Un personaggio tra due mondi

Oscar François de Jarjayes nasce biologicamente donna ma viene cresciuta dal padre come un uomo, destinata a comandare la Guardia Reale.
La sua educazione militare e la vita immersa in un contesto maschile le impongono un’identità di genere “attribuita” che non coincide pienamente con la sua natura interiore.
Questa condizione incarna una metafora narrativa della dissonanza tra identità di genere assegnata e percezione di sé, rendendo Lady Oscar un ponte tra i ruoli di genere tradizionali.
Il significato simbolico
Il personaggio di Oscar può essere letto come una metafora della lotta per l’autodeterminazione di genere.

Attraverso la sua figura, Ikeda mette in discussione le rigidità sociali, mostrando come il genere non sia solo una questione biologica, ma anche culturale e identitaria. La sua capacità di muoversi tra maschile e femminile, pur in un contesto storico oppressivo, la avvicina alle esperienze moderne di chi vive una transizione o una condizione non binaria.
Identità e conflitto interiore
Dal punto di vista psicologico, la vicenda di Oscar tocca concetti centrali nella teoria dell’identità di genere. La sua figura incarna infatti:
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il conflitto tra ruolo sociale e identità personale: Oscar deve conciliare l’immagine pubblica di comandante e il desiderio privato di essere sé stessa;
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la fluidità di genere: il personaggio mostra caratteristiche tradizionalmente attribuite sia al maschile che al femminile, anticipando in quegli anni, un dibattito molto attuale;
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l’autodeterminazione: nel corso della storia, Oscar compie scelte sempre più orientate alla libertà personale, anche a costo di scontrarsi con le aspettative sociali.
Relazioni e desiderio

Lady Oscar prova sentimenti complessi, che travalicano le convenzioni. La sua relazione con André, segnata da una forte componente emotiva e da una tensione fisica crescente, mostra come l’amore possa andare oltre il genere. Al tempo stesso, la sua attrazione suscitata verso altre donne nel corso della storia rafforza il legame con tematiche legate all’identità di genere.
Risonanza nella comunità LGBTQIA+

Molti spettatori transgender o non binary hanno riconosciuto in Oscar un modello simbolico. La sua lotta per vivere al di là dei confini di genere imposti riflette, in chiave allegorica, le esperienze di chi si trova quotidianamente a “combattere” tra identità interna e percezione esterna.
Lettura simbolica e culturale
Secondo una prospettiva di psicologia culturale, Lady Oscar utilizza il travestimento e l’ambiguità di genere come strumenti narrativi per affrontare temi universali: libertà, amore, coraggio.

L’opera si inserisce nel filone giapponese dello shōjo manga che, negli anni ’70, sperimentava storie con personaggi androgini o fuori dalle norme, diventando un veicolo di esplorazione delle identità sessuali e di genere in un contesto mediatico accessibile a tutti. Anche al giorno d’oggi, Lady Oscar rappresenta un archetipo narrativo che anticipa e simboleggia molti dei conflitti legati all’identità di genere.
La sua storia continua a stimolare riflessioni sull’importanza dell’autenticità, della libertà di espressione e del riconoscimento delle diversità.
Dott.ssa Francesca Milizia
Psicologa – Psicoterapeuta
Sessuologa – Terapeuta EMDR
Riceve a Roma, Palestrina e Valmontone
📞 346.70.75.806
🌐 www.francescamilizia.it
Per approfondire:
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Ikeda, R. (Versailles no Bara, 1972-1973)
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McLelland, M. J. (2005). Queer Japan from the Pacific War to the Internet Age. Rowman & Littlefield.
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Vincent, L. (2019). Gender and Identity in Japanese Popular Culture. Routledge.
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Saitō, K. (2014). “Revisiting The Rose of Versailles“. Mechademia, Vol. 9.
