Ci sono persone che, indipendentemente dal partner, si ritrovano con la stessa sensazione: “C’è qualcosa che non va in me”. Anche quando la relazione cambia, il copione emotivo resta identico. Ci si sente troppo sensibili, troppo esigenti, troppo bisognose. Oppure non abbastanza interessanti, non abbastanza comprensive, non abbastanza adeguate.
Questa esperienza non è rara. E non è necessariamente un segno che si sia davvero “sbagliate”. Spesso è il risultato di schemi relazionali profondi che si attivano automaticamente.
Il peso delle prime esperienze affettive

Il modo in cui impariamo a percepirci nelle relazioni nasce molto presto. Le prime figure di riferimento costruiscono, senza che ce ne accorgiamo, l’immagine di quanto siamo degne di amore e di quanto l’amore sia stabile o incerto.
Se l’affetto è stato condizionato, imprevedibile o accompagnato da critiche frequenti, può radicarsi l’idea implicita che per essere amate sia necessario adattarsi, compiacere o dimostrare continuamente il proprio valore.
Da adulte, questa convinzione può riattivarsi automaticamente, anche in relazioni diverse.
Quando l’autostima dipende dall’altro
Sentirsi “sbagliata” nelle relazioni spesso significa che la propria autostima è fortemente legata allo sguardo del partner. Se l’altro è distante, critico o ambiguo, l’identità vacilla. Se approva, ci si sente finalmente adeguate.
Il problema non è il desiderio di essere amate. È la dipendenza dal giudizio dell’altro per definire il proprio valore. In questo equilibrio fragile, ogni conflitto viene vissuto come una conferma personale di inadeguatezza.
Non si discute di un comportamento. Si mette in discussione sé stesse.
Relazioni che riattivano vecchie ferite

Alcune dinamiche relazionali possono amplificare questa sensazione. Partner critici, emotivamente instabili o poco empatici possono rafforzare l’idea di non essere “abbastanza”. In questi casi il problema non è solo interno, ma nasce dall’incontro tra vulnerabilità personali e modalità relazionali dell’altro.
Spesso si crea un circuito ripetitivo: più si teme di essere sbagliate, più si accetta di adattarsi oltre misura. Più ci si adatta, più si perde contatto con i propri bisogni. E quando questi emergono, si prova senso di colpa.
Il dialogo interiore che logora

Chi si sente sempre sbagliata nelle relazioni sviluppa spesso un dialogo interno severo. Le frasi sono dure, assolutistiche: “Non dovevo dirlo”, “Ho rovinato tutto”, “Sono troppo”. Questo tipo di autocritica costante alimenta ansia e insicurezza.
Nel tempo si può arrivare a dubitare delle proprie percezioni e dei propri confini, tollerando situazioni che generano malessere pur di non perdere il legame.
La possibilità di interrompere il copione

Il primo passo è riconoscere che la sensazione di essere “sbagliata” è un vissuto, non un dato oggettivo. Spesso è il risultato di esperienze emotive non elaborate che continuano ad attivarsi nel presente.
Un percorso psicologico può aiutare a distinguere tra responsabilità reali e senso di colpa interiorizzato, a rafforzare l’autostima e a costruire confini più chiari. Lavorare sui modelli di attaccamento consente di comprendere perché alcune relazioni risultino così destabilizzanti.
Quando alla base vi sono esperienze di svalutazione, rifiuto o umiliazione ripetuta, l’EMDR può essere uno strumento efficace per rielaborare le memorie emotive che alimentano il senso di inadeguatezza. Non si tratta solo di capire con la mente che “non sono sbagliata”, ma di permettere al sistema emotivo di interiorizzare una percezione più stabile di sé.
Ritrovare il proprio valore

Sentirsi sempre sbagliata nelle relazioni non significa esserlo davvero. Significa, spesso, aver imparato a guardarsi attraverso uno specchio deformante.
La buona notizia è che quello specchio può essere cambiato. Con consapevolezza, lavoro su di sé e relazioni più sane, è possibile costruire un’immagine interna più solida e meno dipendente dall’approvazione altrui.
Non è necessario essere perfette per essere amate. È necessario sentirsi apprezzate e, se necessario, “combattere” le avversità.
Dott.ssa Francesca Milizia
Psicologa – Psicoterapeuta
Sessuologa – Terapeuta EMDR
Riceve a Roma, Palestrina e Valmontone
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