Negli ultimi anni, sempre più adolescenti mostrano segnali di dissociazione, un meccanismo di difesa profondo che la mente attiva quando un’esperienza emotiva diventa troppo intensa, dolorosa o difficile da integrare.
La dissociazione non è una “scelta” né una moda generazionale: è una risposta automatica del sistema nervoso a situazioni vissute come minacciose, anche quando la minaccia non è evidente dall’esterno.

Comprendere questo fenomeno è fondamentale per genitori, insegnanti e adulti di riferimento, perché spesso la dissociazione viene scambiata per distrazione, apatia o mancanza di interesse.

Che cos’è la dissociazione

In psicologia, la dissociazione indica una separazione temporanea tra parti dell’esperienza mentale: pensieri, emozioni, percezioni corporee o memoria.
È come se la mente, per proteggersi, “abbassasse il volume” della realtà.

Negli adolescenti, questo può manifestarsi come una sensazione di estraneità da sé stessi, come se si osservassero dall’esterno, oppure come una percezione ovattata del mondo, poco nitida e distante. In alcuni casi si accompagna a vuoti di memoria o a difficoltà nel ricordare momenti emotivamente carichi.

Perché la dissociazione è sempre più frequente tra i giovani

L’adolescenza è una fase di grande trasformazione neurologica, emotiva e identitaria. Il cervello è ancora in costruzione, soprattutto nelle aree che regolano le emozioni e il senso del sé.
Quando un ragazzo o una ragazza si trova esposto a stress prolungato, conflitti familiari, pressioni scolastiche, esperienze di umiliazione, bullismo, traumi relazionali o vissuti di solitudine profonda, la dissociazione può diventare una strategia di sopravvivenza.

A differenza dell’ansia o della rabbia, che “accendono” il sistema, la dissociazione spegne. È una forma di ritiro interno che permette di non sentire troppo.

Come si manifesta la dissociazione negli adolescenti

La dissociazione non sempre è evidente. Spesso assume forme silenziose e facilmente fraintendibili. Un adolescente può apparire assente, distaccato, poco coinvolto, oppure riferire di sentirsi “vuoto”, “irreale”, “come in un sogno”.

Alcuni ragazzi faticano a riconoscere le proprie emozioni, altri sembrano improvvisamente cambiare atteggiamento, passando da momenti di apparente normalità a fasi di chiusura totale. In certi casi la dissociazione si accompagna ad autolesionismo, uso eccessivo di dispositivi digitali o isolamento sociale, come tentativi di regolare uno stato interno difficile da nominare.

Dissociazione: difesa, non patologia

È importante sottolineare che la dissociazione, di per sé, non è una malattia. È un meccanismo di difesa che ha una funzione: proteggere la mente quando le risorse emotive non sono sufficienti.
Diventa un problema quando si cronicizza, interferendo con la vita quotidiana, le relazioni e il senso di identità.

In questi casi, il rischio è che il ragazzo impari a “staccarsi” ogni volta che qualcosa fa male, perdendo progressivamente il contatto con le proprie emozioni.

Il ruolo della psicoterapia

La psicoterapia offre uno spazio sicuro in cui l’adolescente può gradualmente tornare a sentire, senza essere travolto. Il lavoro terapeutico non forza il contatto emotivo, ma lo accompagna con delicatezza, rispettando i tempi del ragazzo.

Approcci basati sul trauma, come l’EMDR, sono particolarmente indicati perché aiutano a rielaborare le esperienze che hanno reso necessaria la dissociazione, riducendo l’intensità emotiva senza riattivare il dolore in modo destabilizzante.

Fondamentale è anche il coinvolgimento della famiglia, per aiutare gli adulti a comprendere che dietro il silenzio o il distacco non c’è disinteresse, ma una richiesta di protezione.

Un segnale da ascoltare, non da correggere

La dissociazione negli adolescenti è un linguaggio silenzioso. Non va corretta con rimproveri o pressioni, ma ascoltata.
Riconoscerla in tempo significa offrire al ragazzo la possibilità di sviluppare strumenti più sani per affrontare le emozioni e costruire un senso di sé più stabile e integrato.

 

Dott.ssa Francesca Milizia
Psicologa – Psicoterapeuta
Sessuologa – Terapeuta EMDR
Riceve a Roma, Palestrina e Valmontone
📞 346.70.75.806
🌐 www.francescamilizia.it

 

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